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Giovedì 29 Settembre 2016, ore 15.46
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19 / La caccia in branco

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
Sembrava quasi che le cose iniziassero a marciare nella giusta direzione: sul fronte interno il Governo Monti era riuscito, da una parte, ad allontanare il nostro Paese dal baratro e, dall'altra, a ridisegnare la curva dei rendimenti dei nostri titoli dimezzando il costo dei BOT e tenendo a bada quello dei famigerati BTP.

Parallelamente, sul fronte europeo, era appena iniziata una importante maratona di incontri a livello di leader e di Organismi comunitari per giungere, finalmente, entro Maggio ad una fondamentale rivisitazione di tutta l'impalcatura comunitaria compreso, magari, il ruolo della BCE.

Finché, come purtroppo già accaduto nel recente passato, le famigerate "Sorelle del Rating"- con scelta di tempo veramente sospetto (lo afferma addirittura l'Osservatore romano) - hanno deciso di riconquistare il palcoscenico vibrando un fiero colpo a tutti questi tentativi, ancora fragili ed in itinere, di trovare soluzioni strutturali e condivise alla crisi imperante in Europa.

Più in particolare, come noto, prima sono arrivate le minacce di downgrade rivolte da Fitch al nostro Paese e, subito dopo, secondo il collaudato schema della caccia in branco, è giunto il downgrade di S&P nei confronti di 9 Paesi tra cui la Francia e l'Austria che hanno perso la tripla A e l'Italia che è passata, per la prima volta nella storia, alla tripla B!

Da evidenziare, tra l'altro, che il downgrade sugli Stati, potrebbe riverberarsi, oltre che sulle società pubbliche e le grandi banche, anche sul rating del Fondo "salva Stati" EFSF limitandone la capacità di intervento, per altro già piuttosto scarsa, a favore degli Stati in crisi.

A questo punto risulta piuttosto evidente che l'Europa, in una situazione come l'attuale dove sono in ballo durissimi sacrifici per le popolazioni, non può più permettersi il lusso di accettare passivamente i giudizi di tre entità private, molto connesse con le grandi entità finanziarie e dal passato non certo cristallino (Lehman, Parmalat etc).

In quest'ottica sarà necessario procedere, innanzitutto, a disinnescare progressivamente, sia a livello di Fondi che di Organismi internazionali, tutti quegli automatismi che si basano sui giudizi delle 3 agenzie.

In secondo luogo, bisognerà giungere, nel minor tempo possibile, ad un "annacquamento" del peso dei giudizi delle "tre sorelle" favorendo l'inserimento sul mercato di altre agenzie di rating o, meglio ancora, attraverso la creazione di una agenzia europea che si ponga in una posizione realmente "super partes".
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