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Martedì 27 Settembre 2016, ore 02.22
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11 / La grande paura

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
La paura si è toccata con mano mercoledì 9 novembre 2011 quando la situazione italiana è entrata in una pericolosissima spirale che ha fatto registrare un differenziale con i Bund di ben 575 punti e rendimenti su tutte le scadenze dei BTP superiori alla barriera (soprattutto psicologica) del 7%. Per nostra fortuna lo shock che ne è derivato è stato così violento (vedi "Il punto sulla crisi" e ) da rendere possibili tutta una serie di fatti e comportamenti prima impensabili ( le dimissioni di Berlusconi, il governo tecnico del Prof. Monti, il nuovo programma) fattori che, almeno per il momento, sono riusciti ad evitare l'avvitamento della spirale.

A questo punto, però, anche considerando il recente peggioramento del quadro economico europeo, viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe successo dell'Italia se lo shock non si fosse verificato (deterioramento strisciante della situazione finanziaria) o se quest'ultimo non fosse riuscito, per contrasti politici o interessi personali, ad imprimere un cambio di direzione del calibro di quello attualmente in essere.

Ciò che colpisce, infatti, è la velocità con cui si è deteriorata, parallelamente al nostro recupero, la posizione di Spagna e Francia. Più in particolare la Spagna, pressata dalle incognite legate all'imminente appuntamento elettorale, da una bolla immobiliare nascosta "sotto il tappeto", nonché da una disoccupazione oltre il 20% ha visto volare, in una manciata di giorni, il differenziale tra i propri titoli ed i Bund a quota 476 bp, superando così anche il livello raggiunto dai nostri BTP.

Ancora più rapido è apparso, dall'altra parte, il deterioramento della situazione francese: le stime di crescita per il 2012, ridottesi da un confortante 2% ad un forse ottimistico 0,60% , hanno reso praticamente irraggiungibili, senza ulteriori pesanti correzioni, i traguardi prefissati per il 2013 in termini di deficit e debito pubblico. Le conseguenze si sono subito manifestate attraverso la trasformazione del rating francese da "AAA reale" in "AAA virtuale" come ampiamente dimostrato dal differenziale Oat - Bund che ha raggiunto quota 200 bp posizionandosi sui livelli registrati dai nostri BTP non più di sei mesi fa!

Ma, tornando alla nostra situazione che, nonostante i recenti accadimenti positivi rimane ancora assai delicata, risulta evidente che ci troviamo di fronte ad un importante bivio: o riusciamo a consolidare con interventi strutturali e coraggiosi gli effetti benefici del grande shock (e della grande paura), o pensiamo solamente alle elezioni anticipate con la certezza, però, che, non appena questi effetti benefici saranno evaporati, tutti insieme precipiteremo nuovamente all'interno della spirale in balia dei mercati e della speculazione.
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