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Lunedì 6 Aprile 2020, ore 07.22
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La "speculazione sistemica" e le armi non convenzionali

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I fattori di rischio
Quindi, mentre la speculazione tradizionale trae profitto dalle situazioni che di volta in volta nascono nel mercato e gioca "secondo le regole", la "speculazione sistemica" crea "ad hoc" le situazioni su cui speculare utilizzando a tal fine ogni mezzo lecito e non lecito.
Purtroppo il problema è ancora più preoccupante in quanto i recenti accadimenti hanno evidenziato come si siano sviluppati almeno tre fattori in grado di rendere la "speculazione sistemica" particolarmente micidiale e difficile da arginare.

Il primo riguarda le dimensioni del bersaglio: la "speculazione sistemica", per sua natura, non sceglie come "target" specifici titoli o specifiche controparti, ma si concentra piuttosto su interi settori strategici quali, ad esempio, l'immobiliare, l'assicurativo, il bancario o, come accade attualmente, scommette direttamente sul "rischio Paese" e sui default sovrani.
Risulta del tutto evidente che maggiore è lo "standing" del bersaglio prescelto e maggiore è il grado di rischio cui viene sottoposto il sistema finanziario nel suo complesso.

Il secondo fattore è, invece, connesso al fatto che l'attuale elevatissima interconnessione dei mercati ha di fatto sgretolato le barriere protettive che in passato riuscivano a rallentare la velocità di propagazione dell'onda speculativa o, comunque, la costringevano, fino all'esaurimento della sua forza, all'interno di un determinato settore o area.
Abbiamo purtroppo capito sulla nostra pelle che, contrariamente al passato, attualmente una crisi nata nel settore immobiliare può contagiare i bilanci della banche, attaccare l'economia reale, ripercuotersi sulla stabilità stessa dei Paesi e poi, di ritorno, propagarsi nuovamente al sistema bancario ed ancora all'economia reale in un devastante ciclo vizioso.

Il terzo fattore di rischio è collegato, invece, alle dimensioni ed all'enorme potere politico - finanziario attualmente raggiunto dagli hedge fund e dalle grandi banche di investimento specie americane (le cosiddette "too big to fail").
Infatti, a ben vedere, il peso specifico di questi soggetti ha di fatto reso parzialmente inefficace quello che da sempre costituisce l'unico vero deterrente alle scorrerie speculative: la paura dello speculatore di non raggiungere l'obiettivo della "scommessa" e di subire così perdite anche fragorose.

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