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Lunedì 6 Aprile 2020, ore 06.52
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Un mondo di plastica

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Stoccaggio, recupero energetico e... diossina
Tutta la plastica non raccolta o non riciclata può essere destinata al recupero energetico mediante il processo di termovalorizzazione. In questo caso si recupera l'energia contenuta nei rifiuti plastici, che le deriva dal petrolio ed è interamente sfruttabile: la plastica, infatti, ha un potere calorifico paragonabile a quello del carbone. Attenzione, però: alcuni tipi di plastiche, se bruciate, producono diossina.

Una volta passato un accurato esame, il materiale finisce nei combustibili alternativi (anche detti CDR) che possono essere utilizzati sia nei processi industriali che per la produzione di energia termoelettrica. A conti fatti, il CDR potrebbe essere un'ottima fonte di business. Di certo, la materia prima non manca.

In alternativa c'è la bioplastica... o un fungo!
Una valida soluzione contro l'inquinamento è la bioplastica, creata da materie prime rinnovabili che, in alcuni casi, hanno anche il pregio di non rendere sterile il terreno sul quale vengono depositate. Dopo l'uso, consente infatti di ricavare concime fertilizzante dai prodotti realizzati, come biopiatti, biobicchieri, bioposate, e di impiegarlo per l'agricoltura.
Eppure, a quanto pare, la bioplastica non è la panacea di tutti i mali. Per esempio è più sensibile al calore, la filiera che porterà al prodotto finale richiede molta acqua e non è detto che si biodegradi nell'ambiente così in fretta come sostengono i suoi difensori. Come sottolinea Lifegate, però, questi difetti scompaiono davanti a quelli molto più gande della PET, che spesso la bioplastica va a sostituire.

E se la soluzione a molti problemi fosse in un piccolo e semi-sconosciuto fungo? Qualche tempo fa una equipe universitaria ha casualmente scoperto in Amazzonia il Pestalotiopsis microspora, specie fungina capace di degradare il poliuretano, sostanza plastica utilizzata per la produzione di moltissimi oggetti di uso quotidiano. Il funghetto è stato subito messo sotto torchio dagli scienziati per capire se e come utilizzarlo. Ovvio che tutto il mondo tifa per lui!

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