Martedì 7 Luglio 2020, ore 20.20
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La spending review? E' anche domestica

La spending review domestica, come risparmiare senza dover tagliare su hobby, passioni o consumismo vario.

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Spesa al supermercatoRisparmiare a tavola

La prima manovra finanziaria casalinga ha come oggetto la spesa alimentare. Dei quasi 2.500 euro che emigrano ogni mese dalle tasche delle famiglie, circa 480 euro se ne vanno per alimenti e bevande.

Oltre al peso sul budget, il carrello della spesa sta correndo più di una Ferrari a causa dell'inflazione, tanto che nel 2011 risultava in crescita del 2,2% in più rispetto all'anno precedente, ovvero,120 euro in più.

Molte persone hanno già optato per l'austerity, abbandonando cibi costosi, quali le carni di qualità, a vantaggio di uova e legumi.
Ma ci sono altri modi per non svenarsi a tavola senza rinunciare di tanto in tanto ad una bella fiorentina.

Innanzitutto, bando alle primizie e a frutta e verdura non di stagione. Costano di più e rinunciandovi si risparmia fino al 40% su analoghi frutti/ortaggi coltivati in serra.

In secondo luogo, si possono trovare i supermarket che, dopo un attento vaglio delle varie associazioni dei consumatori, risultano molto convenienti nel rapporto qualità/prezzo.

Terzo, via con la caccia alle offerte: ormai le fanno tutti, e approfittandone si risparmia il 24% sulla spesa. Si sale al 38% di esborso in meno se si opta per i prodotti col marchio dell'insegna del supermercato, al 55% se i prodotti sono sempre quelli primo prezzo, e addirittura si arriva a risparmiare il 61% se si passa all'hard discount.

Solo seguendo queste piccole accortezze, Altroconsumo calcola che si possono risparmiare dai 1.500 ai 3.500 euro l'anno se si rinuncia ai prodotti di marca.

Ci sono, poi, piccoli trucchi che aiutano ancora di più a diventare novelli 'Monti del supemarket': per esempio, fare la spesa stomaco pieno. Può sembrare una sciocchezza, ma ci sono fior fiori di ricerche scientifiche secondo le quali girare tra gli scaffali con la fame fa acquistare di più e scegliere alimenti di scadente qualità nutrizionale ma ricchi di calorie.

Altri escamotage sono quelli di attenersi alla lista della spesa e fare le scorte quando ci sono prodotti di uso comune in super offerta.
Attenzione anche agli assaggi gratuiti: dietro il sorriso gentile delle promoter c'è infatti una sottile strategia di marketing. Si può anche non comprare il prodotto assaggiato, ma lo stomaco comincerà a stimolare i succhi gastrici facendo venire o aumentando il senso di fame.

Infine, guardare sempre il prezzo al chilo. Come rileva saggiamente una blogger, le foglie di basilico confezionate nelle vaschette, assolutamente abbordabili a livello di prezzo, in realtà costano 67 euro al chilo mentre con pochissimi euro (a volte ne basta uno) si acquista una piantina in vaso che durerà tutta l'estate.

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