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Martedì 27 Settembre 2016, ore 04.08
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La "forbice del diavolo"

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Una lezione inutile
E' veramente triste dover constatare come tutti gli accadimenti che si sono susseguiti tumultuosamente nell'ultimo biennio - dal fallimento Lehman al "rischio sovrano" dei Paesi denominati dagli inglesi (con buona pace dello stile " British" e di Lord Brummel) "PIGS" - abbiano lasciato grandi ferite a livello finanziario ed economico, ma praticamente nulla a livello di lezione per il futuro di noi tutti.

In effetti, fino a qualche tempo fa, sembrava del tutto scontato e pacifico che, una volta usciti da un'emergenza dai contorni difficilmente immaginabili e dai costi paragonabili a quelli bellici, si sarebbe proceduto rapidamente a far piazza pulita dei meccanismi, delle strutture e delle persone che avevano, del tutto deliberatamente, portato il sistema finanziario mondiale ad un passo dal collasso. In realtà, al contrario, appena superata la fase più acuta della crisi, si sono subito manifestati alcuni segnali premonitori che ci avvisavano che la "rottamazione" dei meccanismi non sarebbe stata poi così rapida e le "defenestrazioni" non così automatiche.

Innanzitutto, a metà Aprile 2009, ancora in piena crisi, abbiamo "sorpreso" alcune Banche d'investimento americane come Goldman Sachs mentre tentavano di restituire al Tesoro USA, senza fare troppo chiasso, gli aiuti di stato ricevuti appena l'Ottobre precedente. Troppo presto e troppo in fretta per non indurci a pensare che il vero scopo del nobile gesto fosse in realtà quello di scrollarsi di dosso i controlli ed i limiti imposti dal Tesoro così da tornare ad avere mano libera nelle strategie di redditività e, soprattutto, nella concessione dei consueti, enormi bonus ai managers.

Il gioco appariva talmente scoperto che la FED negò allora alle banche richiedenti (la Goldman non era l'unica) ogni possibilità di rimborso anticipato prima dell'effettuazione sulle stesse dei famigerati "stress test", una specie di elettrocardiogramma "sotto sforzo" in grado di testare la reale solidità delle banche e la loro capacità di "sopravvivere" all'eventuale perdurare ed acuirsi della crisi.

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