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Domenica 25 Settembre 2016, ore 04.13
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Inquinamento industriale: terra, povera terra, perche non parli?

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I disastri ambientali
Ci ha insegnato qualcosa il racconto biblico del Diluvio Universale? Non è dato saperlo, anche se a tutti è noto, in special modo ai bambini, grazie alla carinissima canzone che inizia così: "ci son due coccodrilli ed un orango tango...".
La morale che si può trarre da questo racconto è che la corruzione morale degli uomini non può essere tollerata da nessuno, neppure dal più buono di tutti: Dio.

Verrebbe da dire: ci risiamo!
Le pagine dei giornali sono piene di notizie di disastri ambientali causati dalla negligenza dell'uomo e dalla sua mancanza di rispetto per l'ambiente in cui vive. Nessuno sputerebbe nel piatto in cui mangia, eppure l'odore del denaro inebria molte menti.

Tra le ultime catastrofi, il fiume di fango rosso altamente tossico fuoriuscito da un impianto industriale in Ungheria, che ha fatto inorridire non solo gli ambientalisti ma anche la popolazione mondiale. Un milione di metri cubi di allumina, sottoprodotto della lavorazione dell'alluminio, ha causato 9 morti, 120 feriti e 40 chilometri quadrati di territorio gravemente inquinati. E che dire poi della marea nera del Golfo del Messico? Meglio non soffermarci.

Siamo arrivati addirittura a istituire la Giornata mondiale per la riduzione dei disastri. Non ci credete? Informatevi su internet; al riguardo è stata celebrata dall'ONU il 13 ottobre, per la prevenzione e la preparazione alla gestione del rischio, al fine di fronteggiare meglio le drammatiche conseguenze dei disastri ambientali.

L'uomo non tutela abbastanza la natura e lei, di conseguenza, ci ripaga con inondazioni, smottamenti, desertificazione. Non allarmatevi, ma il 20% della popolazione mondiale vive in zone a rischio di frequenti inondazioni mentre, tra il 2000 e il 2004, i disastri legati ai cambiamenti climatici hanno colpito circa 262 milioni di persone, di cui il 98% nei paesi in via di sviluppo. Eppure la signora Maria fa la raccolta differenziata, ma una rondine non fa primavera e, soprattutto, la signora Maria non inquina tanto quanto le industrie!


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