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Sabato 1 Ottobre 2016, ore 10.54
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Il vortice dei prezzi risucchia gran parte degli italiani

Negli ultimi tre anni il 35,7% degli italiani ha chiesto un prestito bancario, un dato in aumento di ben il 9,5% rispetto allo scorso anno.

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La crisi si fa sentire prepotentemente sull’Italia

La crisi che ha investito l’economia globale non molla la presa sull’Italia. Il Paese mostra i segnali della recessione con il PIL in forte contrazione, la pressione fiscale alle stelle e il debito pubblico a livelli record. In questo scenario economico desolante, per due famiglie su tre non è sufficiente il reddito, mentre sette famiglie su dieci sono costrette a tagliare i costi per arrivare a fine mese. Risultato? Una famiglia su tre ricorre ai prestiti per poter andare avanti.

La crisi si abbatte prepotentemente sull’Italia. Il Paese mostra i segnali della recessione. Sono i numeri a parlare: PIL a capofitto, pressione fiscale alle stelle, debito pubblico a livelli record. Questo il desolante panorama fornito dall'ISTAT.

Nel 2012, il Prodotto Interno Lordo del Paese ha subito una riduzione dello 0,8% rispetto all'anno precedente. In volume, il dato è diminuito del 2,4%. Una discesa di non poco conto se si pensa che nel 2011, il PIL della Penisola era aumentato dello 0,4%, in netto rallentamento rispetto alla crescita dell'1,7% del 2010. La caduta dell'ultimo anno ha fatto scendere l'economia leggermente al di sotto del livello registrato nel 2009, spiega l'Istituto di Statistica. Senza contare poi la disoccupazione che è arrivata a livelli preoccupanti con l'Italia che a livello occupazionale torna indietro di circa un ventennio.

A tutto questo si aggiunge la pressione fiscale che aumenta di 1,4 punti percentuali al 44%, il valore più alto dal 1990, data di inizio delle serie storiche omogenee. Più di due famiglie su tre sentono che il peso del Fisco è aumentano nel corso dell'ultimo anno. Per il 41,7% nel 2012 l'incremento è stato netto, mentre un altro 27,5% ritiene che il fardello fiscale sia un po' cresciuto; complessivamente, quindi, il 69,2% ritiene che il prelievo sia aumentato. Questo è quanto rilevato dall’Eurispes nel suo ultimo rapporto 2013.

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