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Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 01.14
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La casa è ormai un miraggio: pochissimi possono permettersela

Allarme casa: sempre meno famiglie coronano il sogno di comprare una casa, nonostante il drammatico calo dei prezzi, mentre aumentano vertiginosamente gli sfratti.

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Il mercato immobiliare è in crisi nonostante i prezzi delle case siano scesi di un quinto dall'inizio della crisi. Il problema lavoro e tasse mina fortemente il desiderio di acquisto di una casa da parte degli italiani facendo così registrare pesanti flessioni nelle vendite. L'allarme è stato alimentato dai dati emersi dall'Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma, che segnala un crollo degli acquirenti di immobili a 324 mila nel 2014, circa la metà rispetto ai 731 mila di un anno fa, nelle 13 grandi città monitorate. Ciò a fronte di una platea di potenziali acquirenti di 1,6 milioni di famiglie. I prezzi risultano stabilmente in calo da sei anni, coinvolgendo il 18,6% delle nuove abitazioni ed il 19,1% di quelle usate. Un quadro che concorda con quanto emerso di recente dalla relazione annuale dell'associazione dei costruttori edili (ANCE), che ha lanciato un allarme sulla potenziale desertificazione del settore e sullo stato in cui versano le imprese di costruzione.

Secondo Nomisma sono due i fattori che pesano sul mattone: la debolezza economica e la crescente divaricazione dei redditi (metà delle famiglie detiene il 90% della ricchezza e l'altra metà il 10%).

A disincentivare l’acquisto di immobili ci sono poi le tante tasse da pagarci su: basti sapere che negli ultimi tre anni in Italia si è registrata una crescita esponenziale delle tasse sulla casa, del 200%. Lo afferma l'Ance - Associazione nazionale costruttori edili, evidenziando come nel 2011 il gettito ICI fosse di circa 9 miliardi e tre anni più tardi, nel 2014, il prelievo IMU+Tasi sia stimato in 25 miliardi di euro.

La situazione però non è tutta nera per il mercato immobiliare: l'istituto di ricerca economica Nomisma ha rilevato una inversione di tendenza nei primi tre mesi dell'anno, con le compravendite nelle grandi città aumentate del 7,4% per le case e del 14,9% per i negozi. Tuttavia, l'inversione di rotta - si sottolinea - è solo all'inizio e "la strada da fare pare tutt'altro che breve".
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Commenti
mirco molinari
offline

....nonostante i prezzi delle case siano scesi di un quinto dall'inizio della crisi...peccato che prima della crisi i prezzi delle case fossero RADDOPPIATI grazie all'euro, e, una diminuzione di un quinto è ancora poco.....adesso le persone hanno semplicemente aperto gli occhi e si sono resi conto che la favola dell'euro: con l'Euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se avessimo lavorato un giorno in più (1999 Prodi docet) è una balla colossale...

ergo ci siamo resi conto che gli stipendi sono rimasti in lire (e di aumenti contrattuali ce ne sono stati ben pochi in questi anni) ed i prezzi sono sempre più in euro e,se all'inizio uno "tentava" l'acquisto pensando: tanto le cose andranno sempre meglio, adesso ha preso coscienza della fregatura clamorosa legata alla moneta unica (e dei ladri che ci governano...) e ci pensa su un bel pò prima di acquistare.

Stringendo finchè le case costeranno uno sproposito resteranno invendute,personalmente volevo acquistare una casa un anno fa e l'agenzia immobiliare ha rifiutato la mia proposta adesso dopo un anno che è invenduta l'ha riproposta a 10000 euro in più rispetto a prima....pertanto non credo che i prezzi siano diminuiti così tanto, credo semmai che ormai chi ne ha bisogno vende a quello che è il prezzo offerto dal possibile acquirente,mentre le agenzie immobiliari continuano a gonfiare i prezzi nella speranza di provvigioni sempre maggiori ed alla fine chi troppo vuole nulla stringe...

buona giornata

scritto il 24 ottobre 2014 alle ore 14.25 · rispondi
offline

p.s

scusate il carattere colossale

 

risposta di mirco molinari il 24 ottobre 2014, 14.27 · rispondi
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