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Giovedì 29 Settembre 2016, ore 05.31
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La gestione dei rifiuti: prevenire è meglio che smaltire

I rifiuti prodotti in Italia e in Europa vanno gestiti al meglio per evitare gravi danni all'ambiente e sprechi economici.

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Rifiuto, questo abbondante

La vita dei rifiuti - di qualsiasi tipo, da quelli che si producono nella vita quotidiana a quelli di industria, agricoltura, settore delle costruzioni ecc. - non termina una volta chiuso il cassonetto o salutato l'addetto dell'isola ecologica in cui si è lasciato il televisore passato a miglior vita. Dietro i resti di un pranzo o la costruzione di una casa c'è un universo fatto di norme, numeri, ma anche e soprattutto implicazioni ambientali e di salute. Ma anche di giri malavitosi, dal momento che i guadagni sono spesso superiori a quelli derivanti dal traffico di droga.

Innanzitutto, per rifiuto si intende "qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi". L'Unione Europea, per fare più chiarezza, ha anche redatto il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) che classifica tutte le tipologie di rifiuti, siano essi urbani, speciali o pericolosi.

L'UE specifica a chiare lettere che l'obiettivo è quello di produrre il minor numero di scarti possibili. E non a torto: secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2008 il totale dei rifiuti economici e domestici prodotti dai 27 Stati Membri dell'UE ammontava a oltre 2,6 miliardi di tonnellate, di cui circa 98 milioni classificati come pericolosi. Si tratta di un dato leggermente inferiore a quelli degli anni precedenti e anche le nuove statistiche dovrebbero segnalare un ulteriore decremento, ma solo a causa del persistere della crisi che ha notevolmente abbassato i livelli di produzione delle industrie.

L'Italia si difende bene, dal momento che è il 4° Paese con più rifiuti prodotti dopo Germania, Francia, Gran Bretagna e Romania a quota oltre 179 milioni di tonnellate.

C'è però una bella differenza tra il Bel Paese e la maggior parte di questi altri Stati "iper produttori di rifiuti", nonostante siano accomunati (come del resto tutti i partner UE) dal medesimo quadro giuridico approntato dall'Unione per "controllare tutto il ciclo dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento, ponendo l'accento sul recupero e il riciclaggio".

Ma prima di procedere con le impietose comparazioni del caso, è necessario illustrare brevemente i principali metodi di gestione dei rifiuti.

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