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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 11.03
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Crisi: oltre al PIL c'è di più!

Per sopravvivere alla crisi bisogna puntare su innovazione e sostenibilità.

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Sostenibilità e innovazione

Sono questi gli obiettivi sui quali puntare per affrontare la crisi, invece che scegliere di contenere i costi.
E' da qualche tempo ormai che si ragiona solo per cifre: a quanto è arrivato lo spread, a quanto ammonta il debito pubblico, e così via; i numeri sembrano diventati una cosa essenziale, un metro di valutazione del nostro vivere, della nostra economia, anteponendo la quantità alla qualità delle cose e di qualità il nostro Paese ne ha da vendere.

Ormai la nostra penisola è sotto la lente di molti, pronti a giudicare e sputare sentenze, ma non tutti sanno che oltre al PIL, indicatore che misura la crescita economica di un paese, esiste anche il PIQ, un indicatore che misura la qualità nel processo di produzione. Ed è proprio la qualità il valore aggiunto e "l'ingrediente" che contraddistingue l'Italia.

Come spiegato in precedenza, il PIQ è un indicatore che misura la qualità nel processo di produzione. L'obiettivo è quindi misurare il posizionamento e le performance di un Paese o di un settore di attività rispetto al parametro della qualità. L'indice è, infatti, la risultante della sommatoria delle quote percentuali di qualità, in ciascun settore di attività previsto dalla contabilità nazionale, moltiplicate per il rispettivo valore aggiunto. Questa quota di qualità non si traduce in un sintetico numero puro, ma in un valore monetario, in euro correnti, delle produzioni di beni e servizi di qualità.

Uno studio presentato di recente a Roma da Unioncamere e dalla Fondazione per le qualità italiane Symbola, denominato "Rapporto PIQ: Prodotto interno qualità" ha rilevato quanta parte dell'economia del nostro Paese, e quindi del PIL, è riconducibile alla qualità e come tale può essere misurata e monetizzata.

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