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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 14.58
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Italiani sotto stress fiscale

Ingorgo fiscale estivo: tra giugno e luglio sono previste almeno 29 scadenze fiscali, per un gettito garantito allo Stato di oltre 75 miliardi di euro.

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Ingorgo fiscale estivo: tra giugno e luglio sono previste almeno 29 scadenze fiscali, per un gettito garantito allo Stato di oltre 75 miliardi di euro

Pagare, pagare, pagare. Questa è la parola che tormenta gli italiani da ormai molti, anzi troppi, anni. Secondo quanto rilevato dall'Eurostat, il peso delle tasse sul Prodotto Interno Lordo dell'Unione Europea a 28 membri è salito al 39,4% nel 2012 mentre quello dell'Italia è schizzato addirittura al 44% dal 42,4%, anche per effetto delle misure di austerità messe in campo dal Governo Monti dopo la grande crisi.

L'allarme sulla tassazione non è di certo cosa nuova: recentemente è stato messo in luce, persino dalla Corte dei Conti, che in occasione della presentazione del Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica, ha parlato di prelievo fiscale alle stelle, ma anche di economia sommersa e di evasione fiscale.

Questi numeri fanno rabbrividire e si comprendono ancora meglio se trasposti sul calendario. Nella nostra Penisola il "giorno della liberazione fiscale", ossia l'ultimo giorno in cui gli operai italiani lavorano per pagare le tasse e i contributi allo Stato, è il 14 maggio 2014, contro il 12 maggio dello scorso anno. Dal 14 maggio 2014, quindi, gli operai hanno iniziato a lavorare per sé e non più per il fisco.
Il "tax freedom day" per i quadri e dirigenti cade invece il 22 giugno.

Discorso ben diverso per le piccole e medie imprese e per gli artigiani, che si libereranno del fisco non prima del 25 luglio, nei casi più fortunati. Se l'impresa si trova in una delle 10 peggiori città a livello di tassazione, infatti, il "tax freedom day" cadrà addirittura il 29 settembre.

Nel 2014 il peso complessivo del fisco (detto anche Total Tax Rate) sulle imprese si attesterà mediamente al 63,1%, in netta crescita rispetto al 59,1% del 2011, a causa di quello che viene definito dalla CNA, la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, che ha condotto il calcolo, un "mostro fiscale a tre teste (nazionale, regionale e comunale) che tormenta incessantemente artigiani e piccole e medie imprese".

Le aziende di Roma saranno le più tartassate, con una pressione al 74,4% (+8,7% rispetto al 2011). A seguire Bologna, Reggio Calabria e Firenze.
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