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Giovedì 27 Febbraio 2020, ore 18.49
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Diamanti: il rendimento è per sempre

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Le gemme proteggono il portafoglio dalla crisi
L'industria dei diamanti ha un giro d'affari annuo attorno ai 120 miliardi di dollari e le previsioni sono di una forte crescita. Basti pensare che la domanda cresce del 6-7% l'anno a fronte di una produzione destinata a calare del 2% entro il 2015.

L'allarme è stato lanciato proprio lo scorso anno da uno dei gruppi che controllano il mercato mondiale: "I prezzi saliranno alle stelle" sostiene De Beers. "La produzione nel 2011 non supererà 40 milioni di carati a fronte dei 48 milioni del 2008".

Quattro sono i fattori che determinano il valore del diamante: le famose quattro "C", che sono le iniziali di Colour (colore), Clarity (purezza), Cut (taglio) e Carat (peso).

Per la vendita dei diamanti esiste una apposita Borsa che ne regola il prezzo di mercato. Inoltre quotidiani specializzati (es. Il Sole 24 Ore in Italia) pubblicano settimanalmente i prezzi di listino comparato tra le principali Borse mondiali, come New York, Tel Aviv, Anversa, Tokyo.

Il valore del diamante è, quindi, dettato dalle caratteristiche inconfondibili che lo fanno rientrare in una determinata scala o categoria, valore indicato mensilmente dal Rapaport, cioè il listino ufficiale a livello mondiale sul quale si basano le contrattazioni delle vendite e degli acquisti del diamante. Ogni diamante comprato (fino a 5 Ct.) deve necessariamente rientrare in una di queste categorie, e quindi il suo valore e il relativo aumento sarà sempre verificabile.

Il taglio più richiesto è quello rotondo a brillante ed è anche il più quotato.

I colori da preferirsi saranno compresi fra F-G Top Wesselton e H Wesselton perché più richiesti. La purezza consigliata andrà, da puro alla lente a 10 ingrandimenti IF a caratteristiche interne molto piccole difficili da individuare con la lente a 10 ingrandimenti VS2; il peso sarà tra 0,50 ct a 1,50 ct perché sono le carature più commerciali; le proporzioni e finiture da preferirsi saranno Very Good/Very Good o Good/Good; la fluorescenza è preferibile nulla oppure lieve con preferenza sull'azzurro. Il certificato consigliato sarà HRD, IGI o GIA (principali laboratori di analisi).



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