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Lunedì 10 Dicembre 2018, ore 23.49
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Il punto sulle commodities 22 maggio 2018 - [video]

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Il prezzo del petrolio continua a crescere per effetto delle tensioni geopolitiche, chiudendo in rialzo dello 0,8% a 71,28 dollari al barile. A sostenere la domanda del greggio, che viene visto da molto a 100 dollari entro fine anno, è anche l'andamento sostenuto della domanda, combinato ai tagli decisi dall'OPEC durante il periodo di crisi dei consumi.

Il gas naturale chiude la settimana in rialzo, guadagnando l'1,5% a 2,847 dollari per milione di BTU, anche dopo i dati settimanali sugli stoccaggi, che hanno evidenziato una crescita superiore alle attese di 106 BCF. A sostenere il prezzo contribuisce l'andamento sostenuto dei consumi elettrici in un mese che storicamente è condizionato dal lato dell'offerta dalle operazioni di manutenzione agli impianti e l'ampio deficit che caratterizza ancora il mercato.

Ottava in rally per il grano, che ha chiuso a 518,25 cent per bushel, con un vantaggio del 5,9% rispetto al venerdì precedente. Il frumento torna così a correre sulla scommessa di un pessimo raccolto, a causa di condizioni climatiche difficili: piogge insistenti nel Midwest e nelle zone centrali che tardano le semine e siccità al Sud.

Settimana molto negativa per l'oro, che ha chiuso in ribasso di oltre il 2% a 1.291,3 dollari l'oncia, in risposta al recupero del dollaro ed alla continua crescita dei rendimenti dei Treasury americani. Le sorti del dollaro e del prezioso sono ancora strettamente collegate alle prospettive sui tassi determinate dalla politica della Fed, ma questa settimana il biglietto verde è salito anche in risposta allo stallo politico in Italia, che ha innescato acquisti sugli asset “safe heaven”.

Settimana no per il rame, che ha ceduto l'1,4% a 3,0510 dollari la libbra, sull'effetto super dollaro, amplificato dagli acquisti speculativi scaturiti dallo stallo politico in Italia. A poco è servito l'andamento sostenuto del mercato spot, in risposta all'aumento della domanda, laddove i mercati delle commodities venivano travolti da un sentiment diffusamente negativo.
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