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Sostegno: 50 anni di politiche scolastiche su inclusione. Convegno Eurosofia al Ministero dell'Istruzione e del Merito

Il documento, redatto nel 1975, ha tracciato le linee guida da seguire per l'inclusione di alunni e studenti disabili all'interno di tutte le scuole di ogni ordine e grado, eliminando di fatto l'esistenza delle classi differenziate.

Sono trascorsi cinquant'anni dalla relazione Falcucci, il documento scaturito dal gruppo di lavoro guidato dalla senatrice Franca Falcucci, che ha cambiato radicalmente la scuola, chiudendo le classi differenziate e spostando l'attenzione sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Da allora la scuola non è stata più la stessa ed ancora oggi, fra problemi vecchi e nuovi, l'attenzione resta concentrata sulla necessità di garantire l'inclusione alle persone che vivono in condizioni di fragilità.

Se ne è parlato questa mattina al Convegno Nazionale "Educare all'inclusione", organizzato da Eurosofia per ricordare il 50° anniversario del documento Falcucci. L'evento si è tenuto a Roma, nella sala Aldo Moro del Ministero dell'Istruzione e del Merito, in viale Trastevere. L'apertura dei lavori è stata affidata alla sottosegretaria del Ministero dell'Istruzione e del merito Paola Frassinetti, che ha ricordato quanto sia importante che questo documento, non sia rimasto "solo un'idea sulla carta, ma ha ispirato tutta l'amministrazione italiana in tema di integrazione prima e di inclusione oggi".

Durante l'evento, Marcello Pacifico, Presidente del sindacato Anief, ha ricordato le problematiche che coinvolgono i docenti di sostegno, non ultima la stabilizzazione dei precari, che di recente sono state prese in esame anche dal comitato europeo dei diritti sociali: "La continuità didattica non può essere assicurata soltanto con la conferma dei supplenti da parte delle famiglie, ma deve avvenire attraverso la trasformazione dei posti 'in deroga' in organico di diritto, specialmente quando tali posti risultano necessari alle scuole per diversi anni consecutivi. Bisogna intervenire sugli organici per liberare i posti in ruolo. Sebbene il governo sia già intervenuto per specializzare il maggior numero possibile di docenti (riducendo quindi il numero di supplenti non specializzati), occorre ora mobilitarsi per stabilizzare i ruoli e garantire pienamente il diritto allo studio, rispettando la Carta Sociale Europea".

Fra gli interventi anche quello dell'avvocato Walter Miceli, avvocato esperto in legislazione scolastica e collaboratore di Anief, che si è concentrato sui possibili risarcimenti conseguenti al reclamo del comitato europeo: "il Comitato europeo ha stigmatizzato il mantenimento di oltre 100.000 cattedre nell'organico di fatto (in deroga), un organico che per legge non può essere utilizzato per le assunzioni a tempo indeterminato. Da questo riconoscimento dell'illegittimità della condizione dei precari scaturiscono le azioni risarcitorie proposte da Anief. Gli insegnanti possono percepire un risarcimento fino a 24 mensilità dell'ultima retribuzione. Si tratta di una sanzione dissuasiva, ma Anief chiede soprattutto la trasformazione dell'organico e l'avvio di un piano straordinario di assunzioni, quale soluzione definitiva alla precarietà strutturale del sostegno".

L'intervento della professoressa Evelina Chiocca, presidente della Federazione Osservatorio 182, si è invece concentrato sull'importanza del documento nello sviluppo futuro delle politiche di inclusione nella scuola: "È un documento basilare, importante per quanto riguarda tutto il processo inclusivo e che segna la direzione che bisogna continuare a seguire, ad alimentare ed anche a potenziare e a rilanciare, garantendo alle classi i docenti specializzati che garantiscano l'esercizio del diritto allo studio degli alunni con disabilità. Al tempo stesso è indispensabile promuovere un processo che vada a formare tutto il personale scolastico, perché tutti i docenti che sono assegnati ad una classe sono tutti insegnanti dell'alunno con disabilità. Questa collaborazione fra i docenti che sono incaricati del sostegno e i docenti che sono incaricati della disciplina diventa un elemento cardine per poter dire 'Noi proseguiamo in questo percorso per garantire la dignità della persona'.

Anche il professore Ernesto Ciracì, direttore dei corsi Eurosofia, è intervenuto sulla formazione dei docenti di sostegno, che oggi deve essere sempre più attuale e specializzata: "In questo momento di formazione ormai da anni ci occupiamo di inclusione, sia attraverso i nostri seminari e la 'Scuola del Noi' sul territorio nazionale, che attraverso tutti i corsi di formazione rivolti al personale scolastico. Per quanto riguarda la didattica inclusiva, accompagniamo tutti i docenti attraverso le loro esigenze formative, ma anche attraverso le esigenze professionali".

Il Rettore dell'Università telematica Pegaso P Limone ed il Rettore dell'Università di Salerno M. Todino sono invece intervenuti sul ruolo delle nuove tecnologie nella formazione degli insegnanti e nella didattica.

(Foto: I relatori del convegno)
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