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Venerdì 16 Novembre 2018, ore 18.58
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Il punto sulle commodities 3 luglio 2018 - [video]

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Ottava in rally per il petrolio, che chiude in rialzo di oltre l'8% a 74,15 dollari al barile, ancora sulla scia dell'accordo debole dell'OPEC sull'aumento dell'output. Il greggio continua anche a beneficiare delle tensioni commerciali a livello globale, ma una spinta è arrivata dai dati del Dipartimento dell'Energia americano, che hanno messo in luce un calo degli stocks di greggio di 9,8 milioni di barili, ben al di sopra delle attese.

Il gas naturale chiude invece in calo dello 0,7% a 2,924 dollari per milione di BTU, per effetto di un nuovo aumento degli stoccaggi su un livello di 2.390 miliardi di piedi cubici, che risulta da 11 mesi superiore a quello dell'anno prima. Il mercato appare così ben rifornito, nonostante l'arrivo dell'ondata di caldo nei prossimi giorni, che farà impennare i consumi di elettricità per il condizionamento.

Settimana in recupero per il grano, che si è mosso fra alti e bassi, per chiudere a 497,50 cent per bushel, in rialzo dell'1,3%. Il frumento è stato frenato dal miglioramento delle condizioni meteorologiche in gran parte degli Stati Uniti, ma la guerra di dazi USA-Cina ha tenuto il mercato in allerta. Anche l'attesa per l'uscita del report mensile dell'USDA ha innescato acquisti cautelativi favorendone il recupero dei prezzi.

Altra settimana difficile per l'oro, che ha risentito della forza del dollaro e della perdita di appeal dei cosiddetti asset "safe heaven" (beni rifugio). Il metallo prezioso ha chiuso infatti la settimana in calo dell'1% a 1.254,5 dollari l'oncia, testando nuovi minimi da dicembre 2017, anche a dispetto di dati macroeconomici USA un po' deboli, che sembrano annunciare un rallentamento della crescita.

Il rame chiude un'altra settimana pessima, cedendo il 2,5% a 2,9510 dollari la libbra. I metalli continuano infatti a risentire pesantemente della guerra commerciale fra USA e Cina, che sta condizionando il commercio mondiale, soprattutto per i beni più sensibili (acciaio, alluminio ed altri metalli colpiti dai dazi).
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