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Il punto sulle commodities 24 luglio 2018 - [video]

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Altra settimana negativa per il petrolio, che chiude con un ribasso dello 0,77% a 70,46 dollari al barile. Il greggio continua a risentire di un eccesso di offerta e di un aumento superiore alle attese delle scorte USA, che nell'ultima settimana sono cresciute di 5,8 milioni di barili rispetto ai 3 milioni attesi. La produzione americana invece è aumentata di 100 mila barili nell'ultima settimana, portando l'output a 11 milioni, ai massimi di sempre.

Il gas naturale chiude un'ottava incolore, registrando un modesto incremento dello 0,18% a 2,757 dollari per milione di BTU. Il prodotto energetico ha risentito delle previsioni di un graduale abbassamento delle temperature, dopo il rally messo a segno dopo i dati sugli stoccaggi. L'EIA ha annunciato un aumento di 46 BCF inferiore al consensus ed alla media degli ultimi 5 anni.

Settimana in rally per il grano, che ha chiuso a 516 cent per bushel, in rialzo del 7,2%. Il frumento è stato galvanizzato da acquisti speculativi, motivati dai possibili danni causati dalla siccità alla produzione mondiale. In particolare si guarda ai raccolti dell'Europa e del Mar Nero.

L'oro chiude una settimana sottotono, portandosi a 1.231,1 dollari l'oncia, in calo dello 0,8%. Il metallo prezioso continua a risentire di una perdita di appeal, mentre il dollaro sosta ai massimi da un anno a questa parte, in vista di nuovi aumenti dei tassi d'interesse USA in autunno.

Settimana debole per il rame, che chiude in ribasso dello 0,87% a 2,7460 dollari la libbra. Il metallo rosso dunque non dà cenni di recupero, continuando a scontare le ripercussioni della guerra commerciale fra USA e Cina ed una stagnazione della domanda sul mercato a pronti.
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