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Mercoledì 20 Novembre 2019, ore 07.29
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La supplentite dei ricercatori universitari va curata con la riforma del reclutamento

La Notte dei Ricercatori è un'iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 e coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei.

Anche quest'anno torna l'attesissimo appuntamento che come da calendario è in programma per il 27 settembre e coinvolgerà tantissime le città italiane; ma proprio a proposito del tema Teleborsa ha incontrato Marcello Pacifico, presidente del sindacato ANIEF al quale ha domandato se effettimante i ricercatori delle università italiane abbiano qualcosa da festeggiare.

"No, purtroppo, anche se è la Notte della Ricerca, l'Università italiana non può festeggiare" così esordisce il presidente Pacifico che prosegue "perché fino al 2010 questi ricercatori potevano essere assunti in ruolo, dal 2010 invece il ruolo è stato messo ad esaurimento ed è stata introdottà quindi la precarietà e la supplentite anche nella ricerca".

"Ad oggi - continua il sindacalista - da 9 anni vengono reclutati ricercatori solo per tre anni, si chiamano contratti di tipo A o tipo B ma la sostanza non cambia, non potranno essere mai stabilizzati, potranno solo fare una ricerca per tre anni. L'unico modo per poter essere stabilizzati è quello di fare l'abilitazione nazionale, prendere l'idoneità ordinario o associato".

"Anche in queste circostanze, dopo che si è presa questa idoneità, abbiamo casi e seguiamo persone che dopo aver vinto nel 2012, oggi sono costretti a rifare la selezione perché le università non hanno i soldi per reclutarli" spiega Marcello Pacifico.

"Quindi bisogna riformare il sistema di reclutamento del personale universitario, bisogna introdurre la figura del ricercatore a tempo indeterminato e soprattutto andare a reclutare tutti i ricercatori secondo una carta europea dei ricercatori che è stata pubblicata ben 14anni fa e che non è mai stata applicata nel nostro paese" questo l'appello di Pacifico a conclusione del suo intervento.




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