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Lunedì 23 Ottobre 2017, ore 12.03
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Il punto sulle commodities 24 aprile 2017 - [video]

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Ottava drammatica per il petrolio, che ha ritracciato dai massimi dell'ultimo periodo, tornando sotto la soglia dei 50 dollari e scontando l'aumento delle scorte e della produzione USA da Shale Oil. Il future sul WTI ha chiuso venerdì 21 aprile a 49,62 dollari al barile, con un calo su base settimanale del 6,7%, dopo che il report settimanale di Baker Hughes ha segnalato un aumento dei pozzi attivi in USA di 5 unità, segnando una crescita per la quattordicesima settimana consecutiva. Questi segnali hanno cancellato l'ottimismo su un nuovo o più esteso taglio della produzione OPEC, ventilato dal ministro petrolifero saudita Kalid al-Falih, che sembrerebbe non dispiacere al ministro russo Alexander Novak.

Il gas naturale continua a scivolare ed ha terminato con quotazioni in calo del 3,9% a 3,101 dollari per milione di BTU. Il mercato resta in pesante surplus e continua a scontare l'accumulo degli stoccaggi, che sono saliti di 54 BCF, risultando anche per questa settimana superiori alle previsioni degli analisti. Questa indicazione negativa ha controbilanciato le attese di un aumento della domanda primaverile, alimentate dalle mutate previsioni meteo.

Quotazioni in forte calo per il grano, che ha visto crollare i prezzi del 5,76% a 405 cent per bushel, ai minimi degli ultimi quattro mesi. Il mercato continua a scontare una situazione di eccesso produttivo, alimentata anche dalle più recenti previsioni meteo per il Midwest e gli U.S. Plains. Anche i dati settimanali sull'export hanno esercitato pressioni sul mercato agricolo, risultando peggiore delle previsioni del mercato.

Settimana impostata sulla cautela per l'oro, che si è mosso fra alti e bassi, concludendo venerdì a 1.287,4 dollari l'oncia, quasi invariato su base settimanale. A condizionare il metallo prezioso ha contribuito l'attesa per alcuni eventi chiave, in particolare le elezioni in Francia, che hanno tenuto al palo i mercati finanziari: in base agli ultimi opinion poll la distanza fra il candidato centrista Emmanuel Macron e la candidata di ultradestra Marine Le Pen si è notevolmente ridotta. Ad influenzare l'oro anche il Segretario di Stato USA Steven Mnuchin, il quale ha preannunciato l'arrivo della tanto attesa riforma fiscale in USA.

Il rame ha chiuso un'altra settimana negativa, cedendo l'1,3% a 2,54 dollari la libbra, sempre sui segnali di una stagnazione della domanda sul mercato spot. A condizionare il metallo contribuisce la preoccupazione per il mancato recupero della domanda, in una situazione di mercato ben approvvigionato.
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