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Mercoledì 19 Dicembre 2018, ore 09.32
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Il punto sulle commodities 8 maggio 2018 - [video]

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Il petrolio continua indisturbato il suo rally, chiudendo la settimana in rialzo del 2,4% a 69,72 dollari al barile, ai massimi da 3 anni e mezzo. Il greggio continua ad avvantaggiarsi delle tensioni fra USA ed Iran, in attesa che il Presidente Trump decida se imporre o meno un secondo round di sanzioni per il programma nucleare, mentre il mercato sembra già scommettere su questa possibilità.

Il gas naturale chiude sotto pressione, cedendo oltre il 2% a 2,711 dollari per milione di BTU, dopo che l'EIA ha riportato un aumento degli stoccaggi superiore al previsto. Il report ha segnalato infatti un aumento di 62 BCF, superiore alle attese del mercato, ma si tratta della prima iniezione della stagione deputata ad alimentare le scorte prima dei maggiori consumi estivi.

Ottava boom per il grano, che ha chiuso a 527,50 cent per bushel, con una crescita superiore al 6% rispetto al venerdì precedente. A penalizzare il frumento concorrono sempre le attese per una riduzione del raccolto e peggioramento della sua qualità a causa delle scarse piogge, in particolare per il Kansas dove si attende una produzione ai minimi dal 1989.

Altra settimana debole per l'oro, che ha chiuso in calo dello 0,66% a 1.314,7 dollari l'oncia, in risposta al deprezzamento del dollaro, dopo la riunione della Fed. Il FOMC infatti ha lasciato invariati i tassi d'interesse, facendo prevalere la prudenza nella strategia di politica monetaria e mostrandosi poco preoccupata per la crescita dell'inflazione.

Settimana moderatamente positiva per il rame, che ha guadagnato lo 0,6% a 3,0655 dollari la libbra, dopo essersi mosso fra alti e bassi. Il metallo ha beneficiato come le altre commodities dell'indebolimento del biglietto verde in seguito alle conferme arrivate dalla Fed, pur venendo frenato dalla risalita delle scorte presso le wharehouse di Shanghai.
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