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Lunedì 24 Settembre 2018, ore 13.53
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Il punto sulle commodities 10 luglio 2018 - [video]

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Settimana fiacca per il petrolio, che chiude in ribasso di circa mezzo punto percentuale a 73,80 dollari al barile. Il greggio ha risentito di qualche realizzo dopo l'exploit delle ultime settimane, ma anche delle sollecitazioni del Presidente Trump all'Arabia Saudita di aumentare l'output sino a 2 milioni di barili. Ad aggiungere pressioni anche i dati di Baker Hughes che certificano un nuovo aumento dei pozzi attivi in USA.

Il gas naturale chiude invece in calo del 2,2% a 2,858 dollari per milione di BTU, per effetto di un nuovo aumento degli stoccaggi pari a 78 BCF, che supera il consensus del mercato di 76 BCF. L'aumento risulta anche superiore a quello registrato la stessa settimana del 2017 e della media degli ultimi cinque anni.

Settimana in rally per il grano, che ha chiuso a 512,75 cent per bushel, in rialzo del 3% circa. Il frumento è stato galvanizzato dall'andamento sostenuto della domanda internazionale e non sembra aver ancora risentito della guerra dei dazi USA-Cina che colpisce più direttamente la soia.

Settimana incolore per l'oro, che si attesta poco sopra i livelli del venerdì precedente a 1.255,8 dollari l'oncia guadagnando lo 0,10%. A frenare il metallo prezioso concorre ancora la forza del dollaro, in attesa di futuri aumenti dei tassi d'interesse USA, soprattutto dopo i solidi dati del mercato del lavoro USA che confermano l'andamento robusto dell'economia.

Non c'è pace per il rame, che chiude un'altra settimana drammatica, scivolando del 4,7% a 2,8130 dollari la libbra. Il metallo rosso continua a risentire della guerra commerciale in atto fra USA e Cina, con il primo round di dazi scattato proprio venerdì scorso ed altri in programmazione per l'imminente futuro.
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