Venerdì 27 Novembre 2020, ore 21.04
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Anief incontra il Ministro Manfredi per Fase2-3 su atenei, AFAM ed enti di ricerca

Discutere della "Fase 2" per le università, gli enti di ricerca, le accademie e i conservatori ma anche iniziare a gettare le basi per una "Fase 3". Questo l'obiettivo dell'incontro tra la delegazione Anief e il ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi in vista della ripresa delle attività legate all'alta istruzione accademica, coreutica e di ricerca.



"La Fase 2 non indica la fine della pandemia, per questo come Anief – afferma Marcello Pacifico, presidente del sindacato – riteniamo opportuno che il ritorno alla normalità sia un processo lento e graduale, ma soprattutto che venga effettuato con responsabilità e senza superficialità. Abbiamo incontrato il ministro della Ricerca Manfredi per capire come ripartire in sicurezza. La fase di lockdown che ha caratterizzato la gestione dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid -19 ha rappresentato un momento molto particolare per tutti, studenti, ricercatori, docenti, personale Tecnico-Amministrativo, personale di alta formazione e specializzazione artistica e musicale e Bibliotecario (TAB), che sono stati catapultati in un mondo digitale con il quale molti non avevano familiarità. Tuttavia, la risposta è stata straordinaria per qualità e quantità ma anche per spirito di adattamento. Esempio ne sono i docenti, con la didattica online, e il personale TAB, con la modalità di lavoro agile definito smart working. I problemi che il Mur ha dovuto affrontare sono tanti, si sono accavallati in un breve periodo e spesso non ci sono state soluzioni valide per tutti, ma crediamo che fino ad ora si siano date risposte puntuali, ampiamente ponderate e condivise (ad esempio con CRUI e CUN) e concordate con altri ministeri, e ciò ha consentito agli Atenei e a cascata a tutta la Comunità Accademica di non sentirsi abbandonati".

Centrale nell'incontro è stato il tema del precariato. "Per il personale è importante – sottolinea Pacifico – completare il processo di stabilizzazione dei precari con conseguente stop ai licenziamenti per non perdere professionalità acquisite. Servono, inoltre, una programmazione pluriennale sull'assunzione di ricercatori e tecnici; l'avvio della contrattazione per lo smart working; ed è necessario garantire norme di sicurezza".

Per quanto riguarda gli Istituti AFAM, Pacifico sottolinea le "differenze sostanziali che in alcuni casi sono scaturite. Nello specifico – afferma il Presidente del sindacato – le lezioni individuali e con lo strumento sono la caratteristica principale rispetto allo svolgimento delle lezioni universitarie. In taluni casi, nonostante gli sforzi dei docenti e delle istituzioni si è impossibilitati nello svolgimento delle lezioni. Infatti, le prassi di esercitazioni di gruppo o collettive, come per esempio quelle orchestrali, ne sono compromesse. Tuttavia, la didattica a distanza è cresciuta nelle istituzioni AFAM e in molti casi ci sono degli aspetti molto positivi che ne hanno aumento addirittura della produttività. È grazie proprio al lavoro dei direttori, dei docenti e del personale tutti che siamo riusciti ad ottenere un risultato eccezionale. Dobbiamo pertanto utilizzare nuove modalità, funzioni e utilizzare tutta questa ricerca affinché diventi un modello per il futuro i cui punti chiave sono: ricerca nei Conservatori (anche in riferimento alla DAD); potenziamento infrastrutture informatica negli istituti AFAM; sperimentazione di nuovi modelli didattici e nuove condotte di insegnamento; evitare di lasciare gli istituti in autonomia ed assumere decisioni a livello nazionale e non locale con particolare riferimento alla ripresa delle lezioni; sospendere tutti pagamenti di rette e tasse per aiutare gli studenti e famiglie; erogare un bonus per gli studenti e il personale per l'acquisto di strumenti, come per il bonus di 500 euro del personale scolastico".

Per quanto concerne gli EPR per l'Anief se "i finanziamenti alla ricerca non fossero considerati costi ma investimenti con un incremento ai finanziamenti ordinari, si potrebbero anche rilanciare progetti con ricadute immediate".

"Ci preme altresì ricordare – conclude Pacifico – l'emergenza CNR per la nomina di un presidente, Consiglio di Amministrazione e Direttore Generale"

















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