"Anche il personale della scuola ha
diritto a sviluppare vere e proprie forme di carriera, al pari di quanto avviene in altri comparti del settore pubblico.
Prima di tutto, però, sarebbe necessario
rivedere gli adeguamenti stipendiali, rendendoli coerenti con gli incrementi già riconosciuti agli altri settori della pubblica amministrazione. In alcuni comparti, infatti, si parla di aumenti anche tra i 500 e i 1000 euro al mese, oltre al pieno recupero dell’inflazione, che a causa dei conflitti internazionali è destinata a crescere ulteriormente". Lo ha dichiarato
Gianmauro Nonnis, vice presidente Anief."Inoltre, le progressioni di carriera automatiche risultano eccessivamente distanziate nel tempo.
Attualmente gli avanzamenti sono collocati su scaglioni molto ampi — 0-8, 9-14, 15-20, 21-34 e oltre i 35 anni — con scatti esennali che non permettono ai lavoratori di compensare l’aumento del costo della vita.
A ciò si aggiunge il problema dei
rinnovi contrattuali, che dovrebbero avvenire ogni tre anni ma che, nella pratica, hanno spesso subito blocchi anche superiori al decennio.
L’occasione per affrontare questi temi è la
ripresa della contrattazione per il triennio 2025-2027, a partire dal 12 maggio, durante la quale
ANIEF proporrà scatti di carriera ogni quattro anni e il primo gradone stipendiale già al 36º mese di servizio", conclude Nonnis.
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