Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Sabato 21 Ottobre 2017, ore 23.21
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Il punto sulle commodities 13 marzo 2017

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Il petrolio chiude una settimana drammatica, con un calo di oltre il 9% a 48,33 dollari al barile. A penalizzare il greggio ha contribuito l'attesa per un imminente rialzo dei tassi USA e le persistenti difficoltà della Cina, che ha chiuso il commercio estero in deficit. Ad aggravare la situazione i segnali di una persistente crescita della produzione USA e dell'accumulo di scorte.

Altra ottava positiva invece per il gas naturale che guadagna il 6,4% a 3,008 dollari per MM BTU. Questo prodotto energetico è riuscito a trarre vantaggio dal forte calo degli stoccaggi, annunciato la scorsa settimana dal Dipartimento dell'energia americano, risultato sopra le attese con una dimensione di 68 BCF.

Settimana no per il grano che termina gli scambi in ribasso del 2,54% a 422,75 cent per bushel. A pesare sul grano, così come sugli altri prodotti agricoli sono le attese per un aumento del raccolto in USA, alimentate dall'arrivo di abbondanti piogge negli US Plains.

L'oro chiude ancora un'ottava negativa, riportando una perdita superiore al 2% a 1201,4 dollari l'oncia, sulla prospettiva di un imminente rialzo dei tassi in USA e sulla possibilità di una crescita del costo del denaro anche in UE. Attese alimentate dalle prospettive di inflazione che, se da un lato danno appeal all'oro per la sua natura di riserva di valore, dall'altro rendono altri asset più competitivi rispetto al prezioso, che non frutta alcun rendimento.

Il rame chiude una tornata davvero negativa, con un forte calo del 3,74% a 2,59 dollari la libbra. Il metallo viene ancora penalizzato dai segnali di frenata dell'economia cinese, dato che Pechino ha visto chiudere il bilancio del commercio estero in deficit per la prima volta dopo diversi anni e che la frenata dell'inflazione preannuncia nuove misure di stimolo.
Altri Video
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.