Martedì 1 Dicembre 2020, ore 16.16
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Concorso straordinario al via, ma Anief chiede altre soluzioni per risolvere la supplentite

"Sono iniziate le prove del concorso straordinario che vedranno sessantamila candidati confrontarsi fino al prossimo 16 novembre . Tuttavia in questo momento di aumento di contagi abbiamo chiesto l'organizzazione di prove suppletive e un nuovo calendario che permetta anche a chi è in isolamento fiduciario o in quarantena di poter partecipare a queste prove". Questo il commento del presidente nazionale Anief Marcello Pacifico nel giorno dell'avvio del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado, riservato agli insegnanti che hanno già almeno 36 mesi di servizio. Una procedura che mette a bando 32mila posti e alla quale si sono iscritti 64.563 candidati suddivisi per classi di concorso e su più giornate.



Ma al di là della richiesta delle garanzie che l'emergenza sanitaria impone Pacifico auspica anche una soluzione alternativa all'attuale concorso. "In vista della legge di Bilancio – ha affermato il presidente del giovane sindacato – chiederemo con forza che si trovi una soluzione alternativa facendo in modo che questo concorso non si limiti a selezionare i precari che da anni insegnano nella nostra scuola ma li inserisca in una graduatoria. Un buon punto di partenza sarebbe stabilizzare tutti i 60mila candidati, e non solo la metà di essi come previsto attualmente. Tuttavia per noi tale obiettivo non sarebbe ancora sufficiente dal momento che ne rimarrebbero fuori 150mila".

Per Pacifico si rende, dunque, necessario un intervento del Governo. "Per l'Anief la soluzione è semplice. Si può agire attraverso la riapertura delle graduatorie ad esaurimento o il reclutamento dalle graduatorie provinciali di istituto e dalle graduatorie provinciali per le supplenze. Un titolo se è valido per fare il supplente deve essere valido anche per entrare nel ruolo. Non si può far fare agli insegnanti i precari a vita per poi disconoscerne l'esperienza. I concorsi straordinari – ha concluso il leader dell'Anief – non sono la soluzione per risolvere il problema del precariato".


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