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Lunedì 20 Novembre 2017, ore 03.01
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Banco BPM pronto a cogliere le opportunità dei Non Performing Loans

Intervista all'A.d. di Banco BPM Giuseppe Castagna

Nel corso dell’edizione 2017 dell’NPL International Meeting, dal titolo "The Marketplace – a toolkit for the NPL market", svoltosi oggi 15 settembre presso il Porto di Venezia ed organizzato da Banca Ifis, Teleborsa ha intervistato Giuseppe Castagna, AD di Banco BPM.

Si parla di collocamento di due ulteriori tranches di NPL da parte del Banco Bpm entro l’anno 2017 o al massimo inizio 2018. Una delle due dovrebbe riguardare crediti ipotecari per i quali la banca potrebbe spuntare un prezzo più accattivante, anche grazie alle garanzie dello Stato. Può raccontarci meglio le due iniziative e dirci quale valore pensa che ricaverete da queste ulteriori cartolarizzazioni?

"In effetti sono due operazioni successive: una che riguarda il 2017, in cui metteremo sul mercato circa 2miliardi di crediti unsecured, quindi non garantiti, che venderemo direttamente con un processo d’asta al quale stiamo invitando un numero consistente di potenziali offerenti. L’altra cartolarizzazione, quella che faremo l’anno prossimo è un portafoglio misto di crediti garantiti e non garantiti, come si fa con le operazioni che finora sono state sul mercato con la Gacs. Diciamo che se siamo riusciti a spuntare buoni prezzi sulle operazioni di vendita che abbiamo fatto, contiamo anche di poter spuntare qualcosa di meglio rispetto a quanto fatto finora da altri offerenti sul mercato, ma sappiamo che operazioni con la Gacs sono andate dal 31% a 34%. Il nostro obbiettivo è sicuramente quello di essere sulla fascia alta di questo range”.

Dopo l’aggregazione Banco BPM è divenuta la terza grande realtà bancaria italiana. Quale futuro si prospetta anche nell’ambito del più ampio processo di consolidamento del settore europeo?

"Pensiamo che questo sia un primo passo, la situazione generale del mercato e quindi il consolidamento che c’è stato volontario, unico e un pò indotto per il salvataggio di alcune banche italiane è un primo step. Io sono convinto che dopo una prima fase di consolidamento di queste unioni che ci sono state, continuerà in futuro un ulteriore processo di consolidamento che vedrà ancora un ulteriore riduzione del numero delle banche, più forti e più solide ma in numero inferiore rispetto a quello attuale".



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