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Sabato 23 Ottobre 2021, ore 10.59
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Scuola, le ragioni dello sciopero Anief nel primo giorno delle lezioni

"Primo giorno della campanella per più di 4 milioni di studenti in tantissime Regioni d'Italia. Oggi è il primo giorno di scuola, ma anche il primo giorno in cui Anief manifesta platealmente al governo quelle scelte che, a nostro avviso, sono sbagliate e non garantiscono la riapertura in sicurezza delle nostre scuole per tutto l'anno". Lo afferma Marcello Pacifico, Presidente dell'Anief, nel primo giorno di riapertura delle scuole, ricordando lo sciopero organizzato dal sindacato contro l'obbligo del Green pass e le scelte sbagliate sulla sicurezza, sulle classi e sugli organici.



"Noi tutti aspettavamo questo momento - sottolinea il sindacalista - aspettavamo finalmente di rientrare in presenza, ma non possiamo più perdere altro tempo. Vogliamo segnalare al governo, con questo sciopero, la necessità di sdoppiare le classi, perché purtroppo la maggior parte degli studenti non è vaccinata e, quindi, vi sono classi sovraffollate che non sono a norma per quanto riguarda i distanziamenti".

"Chiediamo certezze, chiediamo la sicurezza per il lavoro di un milione di insegnanti. E' vero che la maggior parte di essi, come il personale ATA, è vaccinato, però questo non vuol dire essere immunizzato. Il virus continua a circolare e ni abbiamo bisogno di sicurezze e certezze", ribadisce il Presidente del sindacato.

"Abbiamo poi bisogno di una scuola non più precaria", ricorda il leader dell'Anief, aggiungendo "non è possibile, dopo che abbiamo presentato le nostre proposte per un doppio canale di reclutamento per l'assorbimento del precariato, avere un personale e si ritrova precario: 80mila posti di sostegno sono ancora una volta in deroga e non sono nell'organico di diritto; 110 mila supplenti saranno ancora una volta chiamati nonostante ci siano 60 mila posti utilizzati andati in bianco".

"Bisogna poi sottolineare che il personale della scuola ha bisogno di riconoscimenti per la sua professionalità" afferma Pacifico, citando "un indennità di rischio per il lavoro che fa con la didattica in presenza, una indennità di di sede, una indennità di incarico".

"Tutte cose - ribadisce che avevamo inserito nel Patto per la scuola, ma poi il governo, con delle scelte unilaterali, si è discostato da questi accordi, non ultimo l'introduzione di un obbligo di esibizione del Green Pass, che noi continuiamo a denunciare come inutile e discriminatorio, in attesa delle pronunce dei giudici".

"A questo punto noi speriamo che questa manifestazione plateale di protesta diventi un momento per riaprire quel dialogo col governo, che non significa firmare patti e poi ignorarli, ma eseguirli e lavorare tutti insieme per migliorare il paese ed avere per una scuola più giusta, più sicura, più equa e più solidale".

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