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Stipendi, Anief chiede un'indennità di trasferta per lavoratori scuola fuori sede

"Si parla tanto di aumentare gli stipendi e di aumentarli nelle sedi scolastiche disagiate. Il tema è conosciuto da tutti ed è molto importante nella scuola, perché almeno 1 insegnante su 5 lavora lontano dal proprio domicilio, se prendiamo come stima il numero di domande di mobilità o anche il numero di precari".

E' quanto afferma Marcello Pacifico, Presidente del sindacato della scuola Anief, tornando su un tema dolente nell'ambito del settore del pubblico impiego.

"Ciò significa che nella scuola, a differenza del settore privato, per esempio dei metalmeccanici, non esiste un'indennità di trasferta. Era stata data un'indennità di continuità didattica veramente irrisoria e, comunque, il problema è proprio quello di garantire un ristoro a chi lavora lontano da casa", sottolinea il sindacalista.

"Pensiamo che per i metalmeccanici, fra indennità di trasferta, alloggio e vitto, si arriva ad una diaria di 80 euro esentasse giornaliera. Allora quando si parla di quei pendolari che da Napoli vanno a Bergamo, bisogna tener conto che il governo, se vuole affrontare questo tema, deve mettere le risorse per poter ristorare e risarcire chi va lontano, altrimenti lo stipendio si spende tutto, soltanto, per lavorare e non rimane più niente. Questo significa sopravvivere e avvicinarsi alla soglia di povertà", conclude i Presidente dell'Anief.
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