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Alleanza per l'export: Gruppo Cassa Centrale, SACE e SIMEST rilanciano il Credito Fornitore

Il Gruppo Cassa Centrale ha ospitato presso la sede di Trento un incontro con SACE, SACE FCT e SIMEST incentrato sul Credito Fornitore, uno strumento che consente alle imprese esportatrici di concedere dilazioni di pagamento ai clienti esteri ottenendo liquidità mediante lo smobilizzo dei crediti commerciali. L'iniziativa punta a rafforzare il sostegno alle aziende italiane sui mercati internazionali combinando coperture assicurative, sconto dei crediti e contributi per la riduzione dei costi finanziari. Attraverso la collaborazione tra le Banche affiliate e i partner istituzionali, le imprese vengono affiancate nei progetti di sviluppo all'estero con strumenti specialistici e una profonda conoscenza del tessuto produttivo.
Durante l’incontro, Andrea Nebbia, Head of Business Solution SACE FCT, ha spiegato: "Oggi abbiamo parlato di uno strumento finanziario: il credito fornitore. Uno strumento sia finanziario sia di tipo commerciale. Parte dall'assicurazione, che viene erogata da SACE, di un credito vantato verso una controparte estera, nelle più disparate latitudini del mondo. Questo credito può essere smobilizzato pro soluto da SACE FCT, credito che ha una durata anche pluriennale. Viene valutato da SACE nel suo merito creditizio per la copertura del rischio politico e poi viene interiorizzato da SACE FCT, che ne fa un'ulteriore valutazione proprio a livello contrattuale, dà un supporto alle aziende nella struttura del contratto e infine nell'inserimento del piano di ammortamento. L'operazione finanziaria viene inserita nel contratto e diventa uno strumento importantissimo di vendita per le aziende, perché si possono proporre nei mercati più remoti del mondo con una vendita commerciale affiancata da uno strumento finanziario con ammortamento pluriennale”.

La formula sta riscontrando un’ottima accoglienza all’interno dell’export del Made in Italy, come ha spiegato Nebbia: "È una formula che sta funzionando molto bene, la stiamo promuovendo e presentando in una serie di roadshow, di cui abbiamo già fatto 15 tappe nell'ultimo anno e che proseguiranno nel 2027, con lo scopo di avvicinare le aziende e diffondere questo prodotto affinché possa essere utilizzato dalle nostre aziende esportatrici, a beneficio dell'export nazionale e dell'internazionalizzazione. Pensate che nel solo 2026 abbiamo concretizzato oltre 650 operazioni di credito fornitore. È uno strumento sempre più utile, grazie anche alla digitalizzazione che è stata attuata e attivata da SACE e dagli istituti SIMEST e Gruppo Cassa Centrale, che stanno collaborando alla riuscita dell'intervento."

Letterio Merlino, Chief Lending Officer di Gruppo Cassa Centrale, ha dichiarato: "Per il Gruppo Cassa Centrale questa è un'iniziativa estremamente importante anche perché, come sapete, il Gruppo Cassa Centrale in quanto credito cooperativo agisce per incrementare la possibilità dei territori di aumentare le opportunità di esportazione anche in nuovi paesi, quindi uno strumento come il credito fornitore costituisce un elemento di grande supporto a favore dell'imprenditore e dell'impresa, per la possibilità di concretizzare in modo pratico e pragmatico le opportunità di sviluppo in nuovi paesi."

Giancarlo Parente, Responsabile Supporto all'Export SIEMEST, ha commentato: "Il contributo di SIMEST sul credito fornitore è uno strumento che si va ad aggiungere alla proposta di SACE e allo sconto delle banche, e serve per ridurre e, a volte, addirittura azzerare, il costo dello smobilizzo del credito a fronte di una dilazione di pagamento a medio e lungo termine. Perché è importante il contributo di SIMEST? Perché è uno strumento che consente di smobilizzare il credito, recuperare una parte se non la totalità del costo, ed è gratuito. Consente fondamentalmente alle imprese di rientrare dei soldi che altrimenti avrebbero dovuto incassare alle rispettive scadenze. Tutti sappiamo quanto sia importante la liquidità per i cicli produttivi aziendali: questo è uno strumento che va in quella direzione, ma sappiamo anche che ridurre il rischio non è sufficiente in periodi di tassi crescenti, bisogna anche ridurre il costo dei tassi che le aziende, ahimè, si trovano oggi a fronteggiare."

(Foto: Un momento del Roadshow di Trento)
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