Per la
Corte di Cassazione l'assunzione in ruolo non elimina il diritto al risarcimento per l'
abuso dei contratti a termine nella scuola. Lo afferma il segretario generale di Anief
Giovanni Portuesi, parlando di "svolta storica per i precari della scuola". Crolla così, spiega, "il vecchio orientamento che azzerava i risarcimenti dopo l'immissione in ruolo". Grazie alla nuova legge e all'azione legale del sindacato, "la stabilizzazione si affianca, ma non sostituisce più l'indennità dovuta ai lavoratori".
I giudici applicheranno le nuove regole a tutte le
cause pendenti, con indennità da un minimo di quattro a un massimo di 24 mensilità dell'ultima retribuzione, con una forbice che secondo Anief è "raddoppiata". I primi a beneficiarne saranno i
docenti di religione, i
docenti di sostegno e il
personale Ata con oltre 36 mesi di supplenza. "L'immissione in ruolo cancella il precariato per il futuro, ma gli anni vissuti senza certezze vanno risarciti", afferma Portuesi.
Il sindacato invita i lavoratori con un giudizio in corso a proseguire e chi aveva sospeso la causa a riprenderla.
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